Code Week 2026: quasi un milione di partecipanti, l’Italia in prima fila

Quando un movimento nato dal basso finisce sulle pagine de La Stampa è il segno che quello che avviene ogni giorno nelle classi italiane sta diventando una storia di interesse pubblico. L’articolo “Code Week, 950 mila partecipanti in Italia: Torino guida la sfida delle competenze digitali” racconta in poche righe ciò che la community di EU Code Week costruisce pazientemente da anni: una rete di scuole, docenti, studenti e territori che usa il digitale non come slogan, ma come pratica quotidiana.

I numeri dell’iniziativa

In due anni circa 950 mila studentesse e studenti in Italia hanno partecipato ad attività Code Week: laboratori di coding e robotica, percorsi su AI e dati, giochi unplugged per l’infanzia, progetti di storytelling digitale e compiti di realtà dove il registratore di cassa, un mercato in classe o un barattolo con etichetta creata con l’AI diventano strumenti per ragionare, cooperare, sbagliare e riprovare. Nello stesso periodo i Leading Teachers – le docenti e i docenti che animano Code Week nei territori – sono raddoppiati, passando da 35 a 70, con un’estensione decisa verso le scuole superiori per tenere insieme infanzia, primo ciclo, secondaria di II grado e formazione professionale.

L’HUB italiano di EU Code Week costellato di persone

L’articolo mette al centro Torino e il ruolo di Fondazione LINKS come HUB nazionale di EU Code Week, a partire dal 2024, ma la fotografia è collettiva. Accanto a LINKS ci sono INDIRE, con Margherita Di Stasio nel ruolo di Edu Coordinator Italia, l’Ambassador storico Alessandro Bogliolo che da anni entra nelle classi con giochi, carte e griglie, e soprattutto centinaia di scuole che hanno scelto di portare il loro lavoro sulla mappa europea. Ed è così che i numeri prendono forma: più di 24.600 attività caricate (attualmente attestate a più di 28.000) in due anni solo dall’Italia, quasi un milione tra studentesse e studenti coinvolti (attualmente aggiornato a più di 1.150.000), migliaia di insegnanti che usano la piattaforma codeweek.eu come spazio di riconoscimento, documentazione e condivisione.

Dal 10 al 25 ottobre 2026 la nuova edizione di EU Code Week torna a mettere in dialogo scuole, biblioteche, università, centri di formazione professionale, associazioni, aziende e famiglie in tutta Europa. Il tema scelto a livello europeo, “Building Resilience, Connecting & Empowering Communities in the Age of AI”, parla direttamente al lavoro che tante classi stanno già facendo: allenare il pensiero computazionale come modo per sviluppare creatività, logica, spirito critico, collaborazione, capacità di affrontare cambiamento e incertezza.

Leading Teachers faro guida della community

In questo quadro, l’Italia si presenta con una community consolidata e in evoluzione. Le/I Leading Teachers continuano a crescere e a specializzarsi: c’è chi lavora sull’inclusione e sulla partecipazione femminile con Girls in Digital, chi sperimenta percorsi di orientamento e carriere nel digitale, chi porta il coding nella scuola dell’infanzia o dentro i compiti di realtà alla primaria, chi usa il VET Toolkit per trasformare open day e career day della formazione professionale in esperienze laboratoriali. Il collegamento con il livello europeo passa dal progetto Code4Europe, che sostiene Code Week all’interno del Digital Europe Programme, e tiene insieme 40 e più partner tra scuole, enti di ricerca e attori del mondo produttivo.

L’essenza di EU Code Week raccontato da La Stampa

L’articolo de La Stampa intercetta che non servono competenze informatiche avanzate per partecipare. La nuova generazione di risorse è pensata proprio per abbassare la soglia d’ingresso, accompagnando passo passo chi sente il bisogno di provare senza dover reinventare tutto da zero. Le scuole che hanno già inserito nel curricolo attività di programmazione, robotica, dati, mediazione digitale con le famiglie o percorsi STEM trovano in Code Week un modo per dare visibilità a ciò che esiste, non l’ennesimo progetto da aggiungere all’agenda.

La presenza su un quotidiano nazionale è uno specchio in cui la community può guardarsi e riconoscere che i numeri non sono solo numeri: sono ore di lavoro, riunioni di dipartimento, laboratori preparati la sera, classi che imparano a leggere un bug come occasione di apprendimento, territori che provano a costruire alleanze tra scuole, enti locali, biblioteche, imprese.

Mentre EU Code Week 2026 entra nel vivo, si può portare il proprio vissuto sulla mappa. Un laboratorio unplugged, un webinar interattivo seguito in classe, un percorso di orientamento digitale, un progetto di quartiere. Ogni puntino che si accende racconta un pezzo di questa storia collettiva. E se oggi a parlarne è anche La Stampa, è perché quella storia appartiene a un Paese che sta provando a prendere sul serio l’educazione digitale delle nuove generazioni.

Leggi qui l’articolo completo su La Stampa

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